A comunicarlo è stato il procuratore capo Andrea Calice, precisando che «l’ufficio sta procedendo, allo stato, nei confronti di ignoti». Gli organi di polizia giudiziaria delegati stanno effettuando accertamenti e rilievi per ricostruire quanto accaduto e individuare l’origine delle esalazioni.
L’impianto è stato posto sotto sequestro e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le verifiche dovranno chiarire che cosa abbia provocato l’elevata concentrazione di cloro e accertare l’esistenza di eventuali responsabilità. Al momento, dunque, nessuna persona risulta indicata dalla Procura come responsabile dell’incidente.
L’allarme era scattato intorno alle 15.30 di domenica 19 luglio, quando numerosi bagnanti avevano iniziato ad avvertire bruciore agli occhi e alla gola, tosse e difficoltà respiratorie. Le circa cinquanta persone presenti erano state evacuate dai vigili del fuoco, intervenuti insieme al personale del 118 e ai carabinieri.
Dieci persone, in gran parte bambini, erano state accompagnate negli ospedali della zona. Il paziente più piccolo, di cinque anni, era arrivato in codice rosso al Sant’Andrea di Roma, ma non è in pericolo di vita. Anche le condizioni degli altri ricoverati sono in miglioramento.
Ai rilievi hanno partecipato anche i tecnici dello Spresal della Asl Roma 5. Nel frattempo, alcuni frequentatori della struttura stanno valutando la presentazione di denunce. Saranno ora gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura a stabilire che cosa sia accaduto all’interno dell’impianto e perché una domenica in piscina si sia trasformata in un’emergenza sanitaria.
