Furto all'Acqua e Sapone di Fiano Romano, romena condannata in Cassazione

I fatti risalgono al 2021: la donna aveva nascosto prodotti per il trucco del valore di 198 euro, ma fu fermata dal sistema antitaccheggio 

FIANO ROMANO - Aveva nascosto addosso alcuni prodotti di cosmetica e stava cercando di lasciare il negozio senza pagare, ma il sistema antitaccheggio aveva fatto scattare l'allarme, facendo fallire il colpo. A distanza di cinque anni dai fatti, la vicenda giudiziaria si è conclusa con la decisione della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputata, rendendo definitiva la condanna.

L'episodio risale al 14 maggio 2021 ed è avvenuto all'interno del punto vendita Acqua & Sapone di via Milano, a Fiano Romano. Secondo quanto ricostruito dai giudici, una donna di nazionalità romena aveva occultato sulla propria persona alcuni prodotti per il trucco di un noto marchio, per un valore complessivo di 198 euro, tentando poi di uscire dal negozio senza passare dalle casse. Il tentativo, però, era stato interrotto dall'attivazione del dispositivo antitaccheggio.

In primo grado il Tribunale di Rieti aveva riconosciuto la responsabilità dell'imputata per tentato furto aggravato. La Corte d'Appello di Roma aveva successivamente eliminato la recidiva contestata, confermando però il resto della sentenza.

La difesa aveva quindi chiesto alla Cassazione di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Una richiesta respinta dai giudici di legittimità, che hanno ritenuto corretta la valutazione delle precedenti sentenze. Secondo la Suprema Corte, infatti, il valore della merce, la tipologia dei beni sottratti e le modalità della condotta non consentivano di considerare il fatto di minima offensività. A pesare sulla decisione è stata anche la presenza di precedenti episodi analoghi a carico della donna, ritenuti indicativi di un comportamento abituale.

La vicenda si è conclusa nei mesi scorsi con la condanna definitiva della donna a sei mesi di reclusione e 154 euro di multa, dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, oltre alle 3000 euro a favore della Cassa delle ammende.

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