RIETI - Il tribunale del Riesame avrebbe accolto le richieste presentate dai difensori degli ultras coinvolti nell’inchiesta sull’assalto al pullman costato la vita a Raffaele Marianella.
Se il provvedimento sarà confermato con la notifica, attesa nei prossimi giorni, i sette indagati attualmente detenuti lasceranno il carcere per essere sottoposti agli arresti domiciliari. Nessuna novità, invece, per Flavio Perotti, che continuerà a rimanere ai domiciliari perché già destinatario di quella misura cautelare.
La decisione sarebbe maturata venerdì pomeriggio, a distanza di alcuni giorni dall’udienza davanti ai giudici del Riesame, durante la quale tutti i difensori avevano chiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura, vede indagati Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia, Alessandro Barberini, Giuseppe Aguzzi, Luigi Vagni, Francesco Pastorelli, Matteo De Santis e Flavio Perotti. Tutti devono rispondere, a vario titolo, delle accuse di omicidio pluriaggravato per la morte di Raffaele Marianella e di tentato omicidio dell’autista del pullman preso d’assalto.
Le misure cautelari erano state adottate in due fasi. I primi a essere arrestati, nell’ottobre scorso, erano stati Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini. Successivamente, sulla base degli ulteriori sviluppi investigativi, il gip aveva disposto il carcere anche per Giuseppe Aguzzi – indicato dagli investigatori come capo della curva all’epoca dei fatti – Luigi Vagni, Francesco Pastorelli e Matteo De Santis. Diversa la posizione di Flavio Perotti, per il quale era stata fin dall’inizio disposta la misura degli arresti domiciliari.
L’eventuale passaggio ai domiciliari non modifica il quadro accusatorio. La decisione del Riesame riguarda esclusivamente le esigenze cautelari e non rappresenta un giudizio sul merito delle contestazioni mosse dalla Procura, che restano immutate.
Ora si attende soltanto la notifica del provvedimento. Una volta completati gli adempimenti e installati i braccialetti elettronici, i sette indagati ancora detenuti potranno lasciare il carcere e raggiungere le rispettive abitazioni, dove resteranno agli arresti domiciliari in attesa dei successivi sviluppi dell’inchiesta.
