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| Roberta Cuneo, sindaca di Fara Sabina |
Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina ha celebrato il venticinquesimo anniversario dell’apertura nella sede di Palazzo Brancaleoni con due giornate di incontri, approfondimenti scientifici e iniziative aperte alla cittadinanza. L’appuntamento, organizzato dalla Pro Loco Fara in Sabina Aps, che gestisce il museo, ha riunito studiosi, istituzioni, associazioni e appassionati.
Tra i momenti centrali delle celebrazioni c’è stata l’inaugurazione del nuovo allestimento della Sala della Capanna, completamente rinnovata per rendere più accessibile e coinvolgente il racconto delle origini più antiche della Sabina. Il percorso espositivo aggiornato punta ad avvicinare il pubblico ai risultati della ricerca archeologica e alla vita delle comunità che abitarono il territorio.
Ampio spazio è stato riservato anche agli studi su Cures ed Eretum. I convegni “Cures: nuove prospettive” ed “Eretum. La necropoli dei principi” hanno raccolto i contributi di studiosi provenienti da università, enti di ricerca e istituzioni culturali. Al centro del confronto, le indagini più recenti sugli antichi Sabini, le nuove ipotesi sulle comunità locali e i rapporti sviluppati con il resto del mondo antico.
Gli incontri si sono svolti nella cornice di Palazzo Martini, dimora storica del centro di Fara in Sabina, che ha ospitato relatori e pubblico creando un collegamento ideale tra il patrimonio custodito nel museo e quello rappresentato dagli edifici storici del paese.
«Questo anniversario non rappresenta soltanto un traguardo da celebrare, ma soprattutto un punto di partenza», ha spiegato la direttrice del museo, Sofia Scafati. Secondo la direttrice, il museo non deve limitarsi alla conservazione dei reperti, ma diventare sempre più un centro di ricerca, studio e produzione di conoscenza, capace di mettere in relazione tutela, divulgazione e partecipazione della comunità.
Scafati ha inoltre sottolineato la necessità di proseguire con le indagini archeologiche e con le collaborazioni scientifiche, nella prospettiva di arricchire le collezioni pubbliche e aggiungere nuovi elementi alla ricostruzione della storia del territorio.
Alle celebrazioni ha partecipato anche l’Amministrazione comunale. Il sindaco Roberta Cuneo ha ricordato il percorso avviato negli anni dalle precedenti amministrazioni e ha ringraziato la Soprintendenza, la Pro Loco, gli studiosi e quanti hanno contribuito alla crescita del museo.
La sindaca ha poi indicato la direzione per i prossimi anni: concentrare risorse e attenzione sugli scavi di Cures, con l’obiettivo di sviluppare un polo archeologico in grado di testimoniare la centralità della civiltà sabina nelle origini di Roma e nella storia nazionale.
A venticinque anni dall’apertura di Palazzo Brancaleoni, il museo si conferma così non soltanto uno spazio espositivo, ma un presidio culturale legato alla ricerca, alla divulgazione e alla valorizzazione dell’identità storica della Sabina.
